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Accade
spesso che le buone impressioni suscitate dall'ascolto di un CD vengano
poi tradite dall'esibizione live. Non è certamente questo il caso
di Urban Society, progetto diretto dal sassofonista pugliese Gaetano Partipilo,
ascoltato nell'ambito di Radiotre Suite.
Il punto cardine che aveva impressionato nel disco d'esordio su Soul Note
- Urban Society - ossia la ricerca di un punto di equilibrio tra asperità
contemporanee e tradizione afroamericana - è stato qui ulteriormente
messo a fuoco.
Parzialmente rimaneggiato nella formazione (il leader al sax contralto
- Mirko Signorile, piano e fender rhodes - Pasquale Bardaro, vibrafono
- Giorgio Vendola, contrabbasso - Vincenzo Bardaro - batteria), Urban
Society ha proposto una musica dai ritmi inusuali, onnivora, capace di
guardare con originalità tanto alla lezione di Duke Ellington (evocato
in un tagliente arrangiamento di "Caravan") quanto a quella
di Anthony Braxton. Per non parlare di Mingus, Coltrane, del Davis elettrico,
del movimento M-BASE e di Shepp.
Ritmi serrati, concitati passaggi free, schegge bop e momenti di lirica
sospensione si sono sviluppati lungo un dialogo fitto, telepatico, frutto
di una lunga frequentazione. In particolare sono piaciuti i morbidi impasti
timbrici creati dal piano fender e dal vibrafono, sempre in prima linea
dopo il sax tagliente e lucido del leader. Una musica che richiama alla
mente le metropoli notturne, con le sue luci, i suoi colori, i suoi divertimenti
ma anche - i controsensi della società urbana - le sue umane disperazioni.
Pierpaolo
Faggiano
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